Comunicazione, Lezioni, Videomaking

One way ticket!

Suona la sveglia e mi alzo di scatto. So di essere già in ritardo: questa è la terza volta che il telefono suona, il che significa che sono già di essere almeno venti minuti indietro rispetto alla tabella di marcia. Do un bacio a Federica e salto giù dal letto.

Oggi inizia il corso e non posso permettermi di arrivare tardi. Che strano! Non ho fatto in tempo a salutare via Laura che già faccio ritorno, anche se in una veste diversa. L’occasione di questo corso si è presentata all’improvviso e non ho saputo dire di no. D’altronde il laboratorio di strategia comunicativa e il corso del Toschi erano stati tra le esperienze che più avevo apprezzato nei tre anni passati a Firenze e l’idea di una nuova esperienza all’interno del CSL mi era sembrata un ottimo modo per salutare quella che ormai è diventata a tutti gli effetti la mia città.

Eppure me ne sto per andare. Non posso farne a meno. In questo strano periodo che sto vivendo, in una sorta di limbo tra le certezze del passato recente e le mille possibilità che si aprono sul futuro, l’unica cosa certa è che è giunto il momento di mettermi nuovamente alla prova, di partire per una nuova avventura, lontano da casa, verso la prossima meta.

Do un’occhiata distratta allo specchio ed esco in strada: sono a Poggibonsi e la strada per arrivare in università non è breve. Devo arrivare in macchina fino al centro commerciale di Nenni, da lì prendere la tranvia fino alla stazione e poi proseguire a piedi fino in via Laura. Quante volte avevo fatto quel tragitto! L’ultima era stata la più importante e la più incasinata, con i miei genitori che non capivano dove andare e le mani cariche di dolci, spumanti, tesi e quant’altro. Sono passate appena due settimane, ma sembra si tratti di una vita fa. Sento un sorriso comparirmi sulle labbra mentre ripenso al giorno della laurea. E dire che appena cinque mesi fa ero pronto a mollare tutto, temporaneamente certo, ma si sa che di temporaneo nella vita c’è ben poco. L’occasione era importante: un lavoro ben pagato a Londra, la città dei miei sogni. Come potevo dire di no? Poi tutto è saltato e sono tornato sui miei passi, al mio piano originario e alla ricerca di una specialistica in marketing e pubblicità.

Eccomi in via Laura: salgo al primo piano e mi fiondo in aula A4. Il professor Simonetta è già alla cattedra e insieme ai colleghi del Centro sta preparando il necessario per la lezione. Tutto è al contempo nuovo e familiare: sentire il professore parlare del corso mi fa tornare indietro ai tempi del laboratorio, quando insieme agli altri ragazzi scoprivamo nuovi modi di vedere e raccontare il mondo, ma al contempo capivamo di essere in grado di farlo, trovando in noi stessi quella forza e quell’ingegno creativo. È per questo che sono tornato: per quella sensazione di scoperta del mondo che è al contempo scoperta interiore, indagine di sé e del proprio modo di vedere e raccontare il mondo.

Eppure è anche tutto terribilmente nuovo: non ci sono più gli amici che mi hanno accompagnato in questi tre anni, non c’è più la tranquillità che muoversi in un ambiente che conosci riesce ad infonderti. Per quando le mura siano le stesse, i banchi siano i soliti e anche alcuni volti al di là della cattedra siano ben noti, questa è una sfida tutta nuova, un nuovo mondo nel quale dovrò trovare il mio spazio.

La giornata scorre velocemente: il professore ci introduce al corso, spiegandoci che se vogliamo una serie di regole ben precise da seguire, come in quei disegni che si formano unendo i puntini sulla settimana enigmistica, quello non è il posto giusto. Lo so bene: so cosa aspettarmi da questa esperienza, cosi come so che buona parte di ciò che apprenderò non dipenderà solamente dai contenuti del corso, quanto dalla mia capacità di cogliere le opportunità e gli spunti che le varie lezioni mi potranno dare per farli miei, trovando la mia strada e il mio modo di rielaborarli.

Dopo una pausa caratterizzata da pioggia e da un triste pranzo dentro la Conad torno in aula per la lezione pomeridiana: si tratta di un incontro introduttivo da parte di WeGlint, una giovane startup italiana che si occupa di fare uno storytelling multimediale del territorio attraverso videoclip che in qualche modo facciano parlare direttamente i luoghi. Gli interventi dei tre membri del gruppo che si sono presentati a lezione sono stati molto interessanti perché sono entrati nel dettaglio di cosa significhi aprire una startup innovativa in Italia oggi, soffermandosi anche su consigli di scrittura e narrazione, oltre che di video editing. Ho molto apprezzato inoltre il fatto che di tanto in tanto ci siano stati forniti spunti di lettura per riflettere sul modo di comunicare ad esempio attraverso le immagini o sfruttando il non detto.

Finita la lezione scendo in strada diretto in piazza del duomo. Per una strana coincidenza il fato ha voluto che proprio stasera ci fosse il compleanno di un ragazzo del vecchio gruppo universitario: si preannuncia una piccola reunion. In memoria dei bei vecchi tempi e in attesa di un futuro ancora tutto da scrivere.

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